38^ giornata. Il salotto di Vigevano e poi finalmente……il rientro a casa
Alle 10 in punto ha inizio la mia ultima tappa: Zibido San Giacomo – Collegno. Il percorso “consigliatomi” da Giuliano (che ringrazio ancora per le sue numerose telefonate e per le sue ospitalità) prevede obbligatoriamente la visita a Vigevano www.comune.vigevano.pv.it.
Saluto e ringrazio Doda (che poi è quella che ha lavorato alle mie due sistemazioni) con la consapevolezza che nel pomeriggio avrei varcato la porta di casa mia.
Fermarmi a Vigevano significa allungare i tempi del ritorno, quindi….mi fermo! Anche perché non posso ignorare il “consiglio” di Giuliano e poi Sonia, una mia amica di Collegno che ha abitato in questo grosso centro della provincia pavese, non mi rivolgerebbe più la parola. Già mi aveva cazziato quando all’inizio del viaggio avevo “snobbato la sua Vigevano”, figuriamoci ora!
A parte gli scherzi mi accorgo ben presto che Giuliano e Sonia avevano ragione. Ognuno che entri per la prima volta nella Piazza Ducale – il cuore della città – non può non rimanere sorpreso dalla bellezza e dall’eleganza di questo salotto. Dal mio punto di vista una delle piazze migliori d’Italia, insieme a Piazza del Campo a Siena (la più bella), a San Marco a Venezia, Piazza Maggiore a Bologna, Santa Croce a Firenze, Piazza Duomo a Siracusa, Piazza San Carlo e Carignano a Torino, Piazza del Popolo ad Ascoli…solo per dirne alcune, tralasciando quelle delle cittadine minori come San Gimignano o Volterra ecc. ecc.
Dicono che questa piazza sia stata ideata dal Bramante, con la perizia tecnica di Leonardo. E’ rettangolare e i portici, cui sono appoggiati edifici che se fossi un architetto o critico d’arte mi verrebbe da definire armonici e ben dipinti, sono sistemati in soli tre lati della piazza, in quanto nel quarto trova sede la grandiosa facciata del Duomo. Bramante mise le mani anche al Castello che si erge vicino alla piazza, e che fu dei Visconti e degli Sforza. Suggestiva la strada coperta lunga 164 metri. Per altre informazioni vi invito ad andarle a prendere direttamente al punto informazioni di questa città lombarda che, ribadisco, merita una visita…non è poi così lontana e nel centro storico ci sono menù turistici più che abbordabili.
Vigevano, insieme a Mortara sono all’interno della Lomellina che, mi pare, dovrebbe essere un parco. Lo intuisco dalle enormi macchie verdi, soprattutto coltivazioni di riso, dall’enormità di uccelli che volano ad un palmo dalle auto che percorrono rettilinei lunghissimi, insomma una bella scoperta e un degno finale di questo viaggio, impreziosito dalle prime colline del Monferrato e poi da quelle torinesi, dove intravedo, tirando un sospiro di sollievo, la Basilica di Superga. Unica nota stonata la centrale nucleare di Trino…mi raccomando il referendum di domenica, “SI”.
Mi becco la pioggia a Crescentino, la seconda volta con quella beccata nelle risaie vercellesi…tra l’altro, che tristezza deve essere la vita da quelle parti!
Poi superstrada Chivasso- Settimo, tangenziale e piccolo battito di cuore al primo cartello che indica l’uscita a Collegno.
Silvana è li in cortile ad attendermi, poi sarò io ad attendere Irene all’uscita di scuola. Quello che provo lo tengo per me, ma credo sia facilmente intuibile. Non torno dalla guerra, non sono andato in solitaria al Polo nord, però nel mio piccolo 38 giorni lontano dagli affetti della famiglia non sono pochissimi.
E’ terminato così il mio viaggio. Questa sera ho solo voglia di godermi un po’ di calore familiare. Per le considerazioni, riflessioni e altro ancora ci sarà tempo nei prossimi giorni.
Intanto domani ci “rileggiamo” ancora, in quanto sento l’obbligo “morale” di scrivere ancora “due cose”.
Potreste aiutarmi voi con le vostre domande che, come vi ho già chiesto, dovreste inviarmele utilizzando la posta elettronica drappella@libero.it, vi risponderò su questo blog, dove pubblicherò, nei prossimi giorni (ma non tra tantissimo) anche diverse foto del viaggio. Ciao a tutti/e.










“Sembra ieri che sei partito e già qui sei?”… così dice ogni volta il mio amico in Sardegna, che non mi vede da un anno!
))
Ho seguito il tuo viaggio dal blog e sono contento che ora tu possa raccontare mille avventure a Irene (anche a Silvana, ovviamente) che, se assomiglia alla mia Chiara, ti farà diecimila domande più una
ben tornato
saluti a tutta la famiglia da Savonera “in the rain”!
Marco
BEN TORNATO,
nella mitica R4 un pò si sole non ci stava?????!!!!!!
Un caro abbraccio ank da parte mia, sei tornato collegnese!
Credo k il tuo cuore stia vivendo diversi stati d’animo, tutti importanti, grazie x aver voluto condividere il tuo stupendo Tour.
Mi mancherà l’appuntamento giornaliero con una tua….tappa!!!!!!
Spero tu abbia “trovato” quello k cercavi in girula x l’Italia: nuove amicizie, “calore” umano, cordialità, vita ancora allo “stato brado” (vedi Umbria), incontro con te stesso, meditazioni, conferme, panorami incantevoli, colori, piatti tipici, etc.
aspetto di ricevere la tua conferma di voler incontrare tutti gli”amici” k ti hanno seguito x raccontare a voce le varie emozioni k ti hanno accompagnato x 38 giorni.
Sono contenta k tu e la R4 siate ritornati a casa in….forma! Ora dedicati alla tua cara e bellla famiglia, tutti noi possiamo…..attendere!
Grazie al Signore x averti protetto, continui a farlo.
Un bacio
Ely
Non avrai fatto il giro del mondo, ma per me, che ho condiviso attraverso il video del pc, questi tuoi 38 giorni, è stata una grande emozione.
Bentornato a Collegno !! A presto Roberto
ben tornatoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
UN APPUNTINO ………..Il Vercellese NON E’ TRISTE !! è particolare , piatto , pieno di zanzare ma è anche UN BEL POSTO !! io da piccola ci stavo un paio di settimane dalla prozia ( perpetua del parroco ) a Quinto Vercellesse ( paesino a pochi KM da vercelli e mia nonna paterna – sorella della prozia – mi portava in giro per le stradine in mezzo alle risaie dove aveva fatto la mondina , raccontandomi come si viveva allora …………e alla sera si andava a ” pesca di rane ” ..lei con un grembiule e un filo di cotone spesso che lanciava nelle rive , facendo un verso strano ……E LE RANE ABBOCCAVANO !!! quante rane fritte e riso e rane e frittata di rane ………..ma rane vere NON I MOSTRI ENORMI CHE VENDONO ORA O TI PROPINANO NEI RISTORANTI …….non le mangio piu perchè mi sembrano piccoli feti …………E COMUNQUE SE CI VAI IN GIRO IN BICICLETTA CI SONO ANCHE LI BELLISIMI POSTI !!! CIAOOO ! gianna
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