Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

Novembre 2020, via la censura sul golpe “cileno” voluto dagli USA. Correva l’anno 1973…esattamente l’11 settembre. Leggere attentamente!

L’Italia è in testa…per evasione fiscale.

Lo riporta la relazione sui reati finanziari, l’evasione e l’elusione fiscale approvata il 26 marzo dal Parlamento europeo. Nella relazione si sono utilizzate le cifre calcolate dall’economista britannico Richard Murphy. L’evasione, si nota guardando ai numeri dei diversi Paesi, tende ad essere più alta dove è più elevata la pressione fiscale. Tuttavia, non si tratta di un rapporto proporzionale ma di una correlazione.

Apri il link www.startingfinance.com/news/evasione-fiscale-europa

Proviamo a pensare quanti servizi e quanti diritti ci vengono negati ogni anno da quei connazionali che hanno continuato negli anni ad evadere il pagamento delle tasse.

Facendo la tara delle responsabilità che ognuno di noi ha nell’aver pagato diverse volte in nero l’idraulico, la riparazione dell’auto, l’elettricista, la visita specialistica, ecc ecc, perchè … era l’amico o l’amico di un amico, perchè senza fattura faceva di meno, perchè….tanti perchè. Considerando che non tutti gli evasori sono uguali …..

….TENENDO CONTO e dando per “giustificata” certa evasione, diciamo un 30%, ma quanta ne rimane ancora! La “gggente” dovrebbe ribellarsi a questi delitti verso la società, verso noi stessi, la nostra salute, l’educazione per i ragazzi, per il loro futuro, per il lavoro, per la ricerca scientifica. La “gggente” dovrebbe sentire il dovere civile di scendere in piazza per richiamare la politica, centrosinistra o centrodestra che sia, a intraprendere una vera e propria lotta all’evasione fiscale, che poi è lotta alla criminalità – quella organizzata e quella no – e al malaffare quotidiano di una parte della società.

L’essere umano è l’unico animale che ha bisogno di un padrone per vivere

La storia ci salverà dalla stupidità e dall’ignoranza? Può darsi, se ben raccontata

Alessandro Barbero, come lui nessuno nella divulgazione della nostra storia

Per la prima volta….

Per la prima volta, in prima persona, sarò candidato nella lista “COLLEGNO BENE COMUNE” per il rinnovo del Consiglio Comunale a sostegno della coalizione di centro sinistra e di Francesco Casciano sindaco .

Sin dalla mia adolescenza ho vissuto la passione politica come elemento importante della mia vita.

_DSC6912.jpgE’ stato importante per me crescere in una famiglia che ha visto in faccia la povertà in quel Polesine che, negli anni ’50, non assicurava la certezza del lavoro e di una vita dignitosa. I miei genitori, Lina e Vittorino, si sono quindi trovati a spendere le loro vite qui a Collegno. Una cittadina in cui hanno trovato il lavoro, gli amici e i compagni.

Alla Scuola Leumann, in prima elementare, eravamo in 51 tra gli sbeccati banchi di legno. Furono anni difficili, dove i beni materiali erano pochini, ma a Natale ci pensava il Sindaco Bertotti a regalare a tutti i bimbi, ricchi o poveri che fossero, il pacco regalo del Comune.
E fui felice nell’apprendere che mio papà “la pensava ed era dalla stessa parte” di quel sindaco che faceva costruire scuole e servizi in tutta la città.

Sono cresciuto in un luogo che ho imparato ad amare e di cui sento un forte senso di appartenenza.

Nel frattempo i giochi per strada, le scorribande in bici e tra i campi a “regalarci” qualche frutto, il primo lavoro a 14 anni come garzone di macelleria e poi, “a posto con i libretti” in un’azienda artigianale di Torino. Quattro volte al giorno per quattro anni, su e giù da Leumann a Piazza Bernini con il mitico ed ecologicissimo Filobus.

Ho avuto la possibilità di lavorare nel cuore pulsante di Collegno, il Municipio, grazie ad un concorso per 6 posti dove concorremmo solo in 80! Dapprima 4 anni all’Anagrafe, poi in uno dei consigli circoscrizionali allora eletti ufficialmente, successivamente una parentesi all’ufficio lavoro dove avviammo 80 disoccupati al primo “cantiere di lavoro”, quindi 10 anni stupendi all’ufficio sport e per finire altri 9 ugualmente magnifici all’Ufficio Relazioni con il Pubblico. Quando mia moglie Silvana fu eletta Sindaco decidemmo insieme che per me fosse meglio cambiare aria e terminai la mia “carriera professionale” all’Urp dell’AslTO3.

Ricordo con piacere quegli anni e le iniziative che contribuii a ideare e a realizzare come Una Mano d’Acqua per il Mali, i Giochi studenteschi tra le scuole medie cittadine, Collegno nel Cuore, Collegno “Robe da matti”, il Giro Verde, la 24 Ore non stop di calcio. Ma anche collaborando con Sergio, Franca, Elena, Totò, Enzo…e altri per i primi Punti Verdi nel Vascone dell’ex manicomio dove facevamo di tutto, dalla biglietteria alla pulizia delle sedie, dal rapporto con gli artisti alla sorveglianza notturna. E poi ricordo con particolare emozione i dieci giorni di lavoro volontario presso il Comune terremotato di San Gregorio Magno (SA) e, non per ultimo l’attività di accompagnatore-monitore anch’esso volontario di ragazzi collegnesi nei paesi gemellati di Antony e Cerdanyola.
Ho avuto l’onore di lavorare con Sindaci come Manzi, Miglietti e D’Ottavio che (con Silvana) hanno garantito stabilità e buoni governi alla nostra città.
Nel frattempo il mio impegno politico è proseguito e per 20 anni ho diretto il periodico cittadino “La Voce della Dora”.

Con Silvana abbiamo messo al mondo Irene, oggi ventenne che studia biologia.
Amo viaggiare e a tal proposito mi piace ricordare due estati in giro per la Spagna pernottando nei campeggi con la nostra tendina “3 secondi” della decatlon!
Mi piace lo sport, amo il cinema e la fotografia, le canzoni dei cantautori e il rock delle band degli anni settanta in particolare i Led Zeppelin, i Procol Harum, i Deed Purple, i Pink Floyd. Il mare è bello ma amo particolarmente le montagne di Prali, località della Val Germanasca che vale una bella gita!

Son solito dire che Collegno non è stupenda come…ad esempio Assisi o Gubbio, il nostro centro non può certo competere con quello di Noto o Alghero, però si può ben dire che qui a Collegno si sta bene. Per i suoi servizi sociali, per la vicinanza alla grande città ma allo stesso tempo per esserne fuori in breve tempo. Per il servizio della Metro, per come è stata gestita negli anni la bellissima area del Parco Dalla Chiesa che tutti i cittadini dei comuni limitrofi ci invidiano; per i numerosi servizi sanitari che trovano sede nel centro della città…insomma, credo che la gran parte di cittadini la pensino come il sottoscritto.

Ho perciò accettato questa candidatura offertami dalla lista “COLLEGNO BENE COMUNE”, a sostegno di Casciano Sindaco, per dare (nel mio piccolo) una mano a garantire la continuità di questa buona amministrazione.

VIVA COLLEGNO e viva quei cittadini di buona volontà che, a loro modo, hanno contribuito negli anni a far diventare la nostra città sempre più bella e vivibile.

KRYSTYNA

Oggi 18 maggio 2020, Krystyna Trzesniewska, compirebbe 91 anni se non fosse morta 77 anni fa nell’inferno di Auschwitz dov’era stata internata proprio il giorno in cui fu scattata questa foto. Che a mia volta ho fotografato nel febbraio 2013, durante una visita al caKrystyna Trzesniewska 13 anni, Auschwitz 13.12.42 - 18.5.43mpo di sterminio insieme ai ragazzi del “treno della memoria”.

Queste che pubblico sono solo due delle tante foto che scattò Wilhelm Brasse, un prigioniero politico polacco ricordato come il “fotografo di Auschwitz” scomparso nel 2012. Al fine di renderne più facili le identificazioni, ebbe il compito di fotografare i prigionieri al loro arrivo al “campo”. Si calcolano in 200.000 le foto scattate di cui circa 40.000 furono quelle “salvate” da Brasse nonostante l’ordine degli aguzzini di distruggerle. Riuscì a tenerle nascoste. I sovietici ne entrarono in possesso e successivamente una parte di esse trovarono la definitiva sistemazione, ad imperitura memoria, in un settore del campo di sterminio.

Quegli occhi gonfi di lacrime, quel volto che esprimeva tutto il dramma, la paura e lo stupore di una ragazzina, mi hanno

bambini.JPGcolpito profondamente ed è il ricordo che porterò per sempre dentro di me di quell’orribile luogo. Ho voluto condividere in qualche modo questo mio stato d’animo affinché non ci scordassimo di Krystyna e di tutte le altre bambine e bambini eliminati nelle camere a gas o morti di stenti e malattie, colpevoli di essere ebrei, zingari, handicappati, oppositori politici…

Tutto ciò è mostruoso, come lo sono le belve che hanno commesso queste atrocità, individui della nostra stessa specie. 

Persone che solo qualche anno prima erano tranquilli impiegati, bravi medici, operai, commercianti, magari ottimi studenti, insomma gente normale che conduceva una vita normale e che si è trasformata in breve tempo in una terribile accozzaglia di assassini al servizio della follia nazista.

Domandiamoci come sia potuta accadere una simile metamorfosi.
E penso alle pillole di odio che ogni giorno vengono espresse in tante pieghe della nostra società, nei confronti dei “diversi”, delle minoranze di ogni genere e colore, dei più deboli. E queste “pillole” stanno purtroppo dando i loro frutti: gli episodi di razzismo si stanno moltiplicando e i movimenti che si rifanno all’odio razziale crescono in gran parte dell’Europa e hanno le loro rappresentanze nei vari Parlamenti. Anche in quello italiano.

Certo, la crisi economica e di conseguenza quella sociale stanno distruggendo la nostra società, soprattutto nelle menti, e purtroppo manca in tanti – troppi – la razionalità di comprendere che la xenofobia, l’odio verso chi scappa dai luoghi di guerra e dalla miseria non porta a nulla se non all’imbarbarimento della società.

Ecco, vi ho proposto queste riflessioni e queste drammatiche immagini (scattate con un certo senso di colpa) affinché si possa riflettere sul quel passato, ma anche sul presente, accompagnati anche da queste righe di Se questo è un uomo  di Primo Levi: “Noi che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, che troviamo tornando a sera il cibo caldo e visi amici: consideriamo se questo è un uomo che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un si o per un no. Consideriamo se questa è una donna, senza capelli e senza nome…

Purtroppo le guerre più recenti, anche quelle a noi più vicine e, lo ripeto ancora, la galoppante xenofobia e intolleranza verso chi “non è come noi”, sono a testimoniare che “l’uomo” non ha purtroppo fatto tesoro di ciò che ci ha insegnato la storia.

Quel giorno ad Auschwitz mi sono preso un impegno: Krystyna la ricorderò ogni anno a primavera, proprio la stagione che la vide morire assassinata. L’ho intimamente eletta a simbolo di tutto ciò che può essere definito memoria, monito, orrore, solidarietà, libertà, pace. Krystyna la porterò per sempre nel mio cuore e spero che quella foto, più che le mie parole, servano a tutti noi.

Che difficile scrivere.

Questo blog ha circa 7 anni. Nacque per raccontare un viaggio, ma già che c’ero ho continuato a mantenerlo, per mettere nero su bianco qualche divagazione sulle cose che accadono nel corso del tempo. Quindi uno strumento di dialogo che  si è pian piano esaurito, travolto dalla quotidianità che ti offriva quella genialata inventata da un ragazzotto della east cost americana (tale Mark Zuckerberg) piaciuta a parecchia gente in giro per il mondo. Anche al sottoscritto….anche se con diverse riserve. E comunque frequento quasi quotidianamente Facebook mettendoci alcune riflessioni, polemizzando con i post che non mi piacciono affatto e cliccando “mi piace” a divertenti video. Auguro buon compleanno agli amici veri, ma anche a chi in qualche modo mi è virtualmente simpatico. Ho rintracciato e ripreso contatto con amici e parenti (quelli simpatici) lontani. Dedico a questa attività mediamente una mezzora al giorno.  Bene o male che sia FB mi ha tolto lo spazio che il mio personale blog meriterebbe. Qui avrei l’opportunità di non dovermi limitare negli spazi consentiti dalla pazienza dei frequentatori dei “social”.

E di temi da sviluppare non ne mancherebbero. L’attualità ne offre a iosa. Politica, sport, cultura, spettacoli…insomma le cose della vita. Ma proprio non gliela faccio, sotto questo punto di vista ammetto che la pigrizia ha vinto. Ho quindi deciso di scrivere queste righe solo per non lasciare un datato “pane quotidiano” a salutare i dieci amici e conoscenti che magari capitano casualmente a visitare questo sito-blog.

Anche i “miei viaggi” si sono interrotti.  Riesco a scrivere solo quando la meteorologia penalizza le mie camminate, e per fortuna o purtroppo  non piove quasi mai! Ma delle mie esperienze turistiche continuerò a scrivere.  Almeno spero.

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