Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

Archivi per il mese di “Maggio, 2011”

31^ giornata. Feste de l’Unità, tanti ricordi, elezioni e Adria.

Di politica non capisco un’acca: ad Alatri (FR), davo per scontata la vittoria al primo turno del centrodestra, invece al ballottaggio ha vinto il centrosinistra! Incredibile risultato di cui nessuna televisione nazionale ha parlato, a differenza di quanto fatto per comuni come Milano e Napoli dove era invece scontata l’affermazione di Pisapia e De Magistris. Passiamo oltre…

Questa mattina parto salutando papà, gli amici del Centro anziani di S.Maria, Gabriella la brava e simpaticissima titolare dell’hotel Mauri (che ospita il gruppone collegnese) e Andrea titolare dell’hotel Ischia (proprio di fronte al Mauri, che mi ha offerto un prezioso parcheggio nella sua area), insomma mi sto accomiatando da tutti, quando il tutto è interrotto dalla sorpresa di rivedere Natalina.

Natalina è una signora franco-friulana che vive in Alsazia, “un’amica” di mio papà, si conobbero 3 anni fa a Lignano Sabbiadoro, quindi l’amicizia continuò con un soggiorno di Vittorino di oltre un mese nei pressi di Mulhoise, ricambiato alcuni mesi dopo e per lo stesso lasso di tempo da Natalina. Non si sono mai persi di vista, e dal loro abbraccio ho capito che si vogliono veramente bene e oggi sono felice di rivederli insieme. Li lascio sorridenti e anche il mio stato d’animo è molto più sereno nel non dover  “abbandonare il papà, da solo, nelle terribili lande romagnole”.

Il traguardo di oggi è fissato nel centro di Adria, dove abita il mio amico d’infanzia Gabriele con la moglie Morena. Hanno due figli, Alessandro che vive/studia/lavora a Londra e Luca che studente di fisica a Padova.  Adria, in provincia di Rovigo, è alle porte del Delta del Po e, soprattutto, ha dato nome al mare che dista da qui solo 20 chilometri.

Il tragitto prevede un pochino di litorale, un po’ di valli di Comacchio, più qualche eventuale sorpresa che spero mi regalerà la natura di queste parti.

Intanto c’è Mirabilandia, mi pare dalle parti di Cervia, poi passo di striscio da Ravenna (che avevo ampiamente visitato l’anno scorso) e mi fermo ad un altro cimitero inglese a pochi chilometri dalla città dei mosaici.  Le mie visite ai cimiteri di guerra non sono certo dovuti al piacere di vedere tante belle croci messe in fila l’una all’altra, ma, lo ribadisco, sono il frutto della curiosità di conoscere pezzi di storia e i loro protagonisti che hanno inciso profondamente nel futuro dell’Italia. Infatti apprendo, da una lapide posta appena fuori dal cimitero, che qui sulla linea gotica operò la “brigata ebrea”- inquadrata nelle truppe alleate – che perdette numerosi uomini nelle cruenti battaglie di posizione che si svolsero su questo fronte.

Poi le valli delle anguille. Il sole è a picco, fa caldo, le strade sono dritte e il silenzio è persino assordante, qualche uccello prova invano a rompere questa esagerata tranquillità. Acqua da una parte, acqua dall’altra e in mezzo io e la mia R4. Provo a carpire il riposo di qualche volatile con la mia “Nikon” da viaggio. Il risultato è penoso, le mie attese si rivelano inutili e il caldo adesso si fa opprimente. Mi lascio le anguille e gli uccelli alle spalle e vado avanti.

Cambio strada, anzi, cambio diverse strade, cerco percorsi alternativi, che però faccio fatica a trovare. Però qualcuno si.  Passo per paesi e frazioni “deserti” e, del resto, voglio vedere a chi salta in testa di uscire dal fresco della propria casa per beccarsi i 30° gradi di oggi! Decido di fermarmi…alla Coop di Alfonsine, una volta dentro scelgo il pranzo di oggi: mezza anguria che mi papperò nella piazzetta del Municipio, un edificio realizzato in perfetto stile littorio. Ma qui non sono per niente nostalgici. Trovo segni di presenza del PD (mi scusino gli altri partiti di sinistra ma è proprio così)  in quasi tutti i paesi tra la provincia di Ravenna e quella di Ferrara; tante sedi imbandierate, ma anche le prime feste dell’Unità. Una di queste si trova nel bel mezzo di niente, ma son certo che tra il liscio e le prelibatezze della tavola romagnola, non avranno problemi a fare il tutto esaurito.

A tal proposito mi vengono in mente le vacanze dell’agosto 1976 quando io e Sergio, a bordo della mia Fiat 500, targata TO945594 color carta zucchero, girammo l’Italia fino in Calabria a Marina di Gioiosa Ionica (a casa di Maria); durante il viaggio di ritorno ci fermammo nella campagna bolognese dove, in una cascina,  era in corso una Festa de l’Unità. Ci facemmo riconoscere esibendo le nostre tessere e i compagni ci ospitarono per la notte nel loro magazzino (in pratica il fienile). La Festa era stracolma di gente, con il ballo liscio, i cappelletti, il salame, le salamelle, il vino rosso e tutti gli altri ingredienti delle feste “di una volta”.

Ecco Lagosanto e il suo Museo della “Memoria della Bonifica del Territorio Ferrarese”.  Sono le 14 passate ed è ovviamente chiuso ma Stefano, un dipendente del consorzio che casualmente si trova lì, mi fa entrare e ci capirò qualcosa proprio grazie a questo improvvisato cicerone che dimostra tutto il suo forte senso di appartenenza al “suo” territorio, un fattore determinante che in ogni situazione ti fa sentire il lavoro, qualsiasi lavoro, utile e piacevole. Mentre sto ripartendo e dopo aver sentito che tengo un blog,  un manutentore di estintori che sta lavorando dentro il Museo mi consiglia un salto e comunque mi chiede di citare e lo faccio con piacere il “Centro di documentazione del mondo agricolo ferrarese” di San Bartolomeo sulla strada che da Ferrara porta a Bologna (a 2 km da Gallo).

Prossima tappa,  Codigoro.  Voglio soffermarmi per portare in questo paese del delta ferrarese le mie “ambasce”. Alle tre il Comune è chiuso ma la porta della Polizia Municipale no. Mi accoglie e mi ascolta con attenzione una gentilissima e graziosa vigilessa – Monica – che, se è sempre così (e non ho dubbi che lo sia) garantisce un valore aggiunto alla qualità dei servizi comunali. Lo segnalo volentieri alla rieletta Sindachessa di Codigoro!

Adria è vicina, anzi vicinissima. Rivedrò Gabriele che è tornato diversi anni fa a vivere da queste parti, ma che (anche lui!) ha mantenuto con Collegno un rapporto molto stretto. Mi fa sempre piacere tornare qui da lui, con cui c’è grande affetto e vera amicizia, ci bastano pochi secondi per riprendere da dove avevamo interrotto…come se la distanza che ci divide non fosse di chilometri bensì di metri. Anni a giocare a pallone (lui era più scarso di me, è tutto detto!), a ritrovarci con gli amici e ovviamente le amiche al Parco Rignon, a Santa Rita e in Piazza Rivoli, ore a discutere di politica (lui un pò più moderato di me), e poi le vacanze in Bulgaria, in Grecia, in Polonia ecc ecc.

Mi sento a casa e anche a mio agio anche grazie alla simpatia di Morena, la moglie di Gabriele, che mi prega di precisare che questo non è un “B&B”. L’unica nota storta della giornata – che per Gabriele e Morena durerà per ben 5 anni – è che ad Adria ha rivinto la destra e a Rovigo il centrosinistra ha perso il Comune! Meno male che abbiamo vinto ad Alatri e da qualche altra parte.

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PS: mi fa piacere segnalare ai miei contatti gli hotel di Rimini che ho citato prima. Nel caso in cui doveste scegliere una vacanza da quelle parti, troverete da loro certamente qualità e cordialità a prezzi veramente ottimi…e non mi pagano per questa pubblicità!

www.hotelmauri.it   info@hotelmauri.it    Via Siracusa 14, Rimini-Marebello

www.hotelischia.it    ischia@hotelischia.it  Via Siracusa, 17 Rimini-Marebello

Vittorino e Natalina

Valli di Comacchio

Lagosanto - particolare del Museo della Memoria

Codigoro - la piazza Centrale

30^ giornata. Rimini, sistema vacanze che non ammette fantasia.

Ancora Rimini, ancora mare. Poi domani si riparte.

Nonostante mio padre mi sottolinei – soddisfatto – l’innegabile organizzazione dell’industria vacanziera riminese-romagnola, io continuo a pensare che questo non è il mare che preferisco. Con tutto il rispetto per chi ci lavora e per chi ci viene a trascorrere le vacanze. Semplicemente mi piacciono i luoghi più tranquilli, dove per sentirti bene hai bisogno di far muovere un po’ la fantasia, che qui non c’è, anzi, i locali fanno di tutto per rendertela impossibile. Se vogliamo è un merito di questi romagnoli, capaci di aver creato un “sistema vacanza” che ha dato la possibilità a milioni di famiglie di godersi le ferie spendendo relativamente poco e che, altrimenti, avrebbero “scelto” di starsene a casa. Quindi mi inchino alla loro bravura, però…..

Però se penso al mare che mi piace e che mi è piaciuto, e ai luoghi più belli che ho incontrato nella mia storia da turista, mi vengono in mente (in ordine sparso): Leonidion, Kassandra, Rodi (Grecia). Alvor nell’Algarve (Portogallo), Villasimius (Sardegna), KoSamui (Thailandia), Playa del Carmen e Barra de Navidad (Messico), Varadero (Cuba), Riserva dello zingaro, S.Vito lo Capo, Riserva di Vendicari (Sicilia) Jelsa (Isola di Hvar nella ex Jugoslavia). Alcuni di questi luoghi oggi sono famosissimi, quando ci sono stato io lo erano molto di meno. Poi ci sono i luoghi di mare dove sono stato bene a prescindere dalla qualità del luogo e che mi son rimasti cari come Policoro in Basilicata, Orio nei Paesi Baschi, Barra de Navidad nella costa messicana del Pacifico, Mljet e Jelsa (Hvar) due isole della ex Jugoslavia.

Prima di Irene, con gli amici, cercavo gli scogli. Dopo Irene la spiaggia, possibilmente con  la sabbia e quindi, da 12 anni ogni mese di giugno, andiamo a Diano Marina nel medesimo stabilimento balneare, che sembra una contraddizione rispetto alle vacanze organizzate, ma sarebbe troppo lungo da spiegare….chiedetelo a Mauro, un altro che son certo condivide i “suddetti” miei pensieri, ma che anche lui ha scelto per se e la sua famiglia il buen retiro di Diano. Tra qualche giorno ci vedremo proprio lì, con le nostre due figlie.

Domani parto e lascio mio papà, lo ritroverò a Collegno tra alcuni giorni. Mi son già prenotato due pernottamenti vicino al delta del Po. Segnatevi questo nome: “ B&B da Gabry e Morena”, loc. Adria. Carino, confortevole e pulito. La spesa è “molto” contenuta e, forse, ti “offrono” anche pranzo e cena. Speriamo bene.

Partenza dopo colazione, con qualche fermata nelle Valli di Comacchio, così per dare un’occhiata a come stanno le anguille e il nostro patrimonio ittico (!?).

Moscone

bagnino "al lavoro"

i Drappella

29^ giornata. Rimini Rimini

Rimini come l’immagini. Si presenta  come un soldato all’adunata, come un sergente di ferro lo esige: bagni organizzati impeccabilmente, bagnini che provano i primi approcci e turiste che li accettano, fotografi alla caccia di clienti con l’ausilio di finti palmeti, bagnanti che sembrano Gesù quando camminava sull’acqua, miriadi di attività al confronto delle quali l’windsurf è roba dell’altro secolo, belle ragazze non ancora tappate per la sera…ma si vede già che hanno i numeri. E quando il pomeriggio finisce iniziano  le ore “feliz”, la calca ai bar, si vedono le ragazze/i  immagine delle discoteche già “tappate” per la lunga notte. Poi, quando inizia la sera, dagli hotel escono le prime note dei lisci e la strada in riva al mare si riempie di famiglie e di risciò.

A già, c’è anche il mare…ma non ha importanza. Quello se lo gustano i tanti russi e slavi che imperversano in riviera, sono veramente tanti e sembrano i soli a comprare nei negozi, alle bancarelle.

E Rimini – con l’intera costa romagnola – si conferma imbattibile per i prezzi degli hotel: ad esempio, fino al 20 giugno in hotel medi di tre stelle o due (belli e accoglienti come lo sono le persone di queste parti)  il costo  è tra i 37 e 38.50 euro a cranio,  pensione completa! Ciononostante anche qui c’è flessione di presenze, non voglio pensare in Liguria dove è tutto il contrario di qui, a partire dall’atteggiamento dei gestori dei locali (bar, bagni, ristoranti, negozi) per finire alla mancanza di un arredo urbano accogliente per i turisti.

L’albergo che mi/ci ospita è all’altezza del 99° stabilimento balneare (a Rimini c’è ne sono 150) e decido di spararmi una camminata sulla spiaggia fino al bagno 150, quindi sforo a Riccione, dove faccio una visitina al porticciolo turistico. Al pomeriggio giretto in bici per il centro di Rimini (al bagno n.1, al vero Grand Hotel, al porto, nella piazza principale di cui non ricordo il nome) e per oggi tutto qui.

Penso a mia figlia che è andata con le sue amiche, Claudio e Toni a vedersi l’ultimo film dei “Pirati”; quindi a Silvana, stasera alla Lavanderia a Vapore per vedere uno spettacolo teatrale di Assemblea Teatro su una piece di Massimo Parlotto riguardante la tragica realtà delle morti d’amianto. Ciò non può non ricordarmi il mio amico Raffaele, che continuo a non dimenticare. Caro Raffa, mi sarebbe piaciuto ed era un mio obiettivo arrivare al tuo paese, a Maiori, purtroppo non glielo fatta, ma sono certo che non te la sei presa. Ciao.

Intanto domani c’è “Cortomatto”, auguro a Carlo, Domenico, Stefania e agli altri buona riuscita.

Diario quotidiano (28 BIS)……..Accorrete!!!!!!!!!

28^ giornata. Rimini, passeggiata con papà Vittorino.

 Questa mattina passeggiata, che finisce quasi subito con Elio e sua figlia Franca, proprietari della “Casa del Vento”, un Agriturismo a 200 m. dalla casa di Gianni e Valentina (www.casadelvento.it). Sotto il pergolato e con di fronte uno dei “soliti” impagabili panorami, ci siamo messi a parlare di varie cose, anche del caso di Fabrizio. Poi Franca ha tagliato un buon salame che, insieme al pane sciocco e alcuni bicchieri di vino bianco fresco, è sceso giù indistiburbato e ben accolto nel mio disponibilissimo stomaco. Il tutto mentre Valentina faceva scuola a Nicolò e Martino.

Purtroppo tra poche ore dovrò ripartire. E infatti riparto intorno alle 16. Obiettivo Rimini, esattamente Marebello una frazione a sud della più importante cittadina della riviera romagnola.

Il meccanico ha riparato perfettamente il precario raffreddamento (era un particolare che purtroppo è sfuggito a diversi meccanici) rassicurandomi sul prossimo futuro della R4.

Sono stato bene qui, poche ore ma intense: persone, cose e situazioni che mi hanno catapultato in una realtà fino ad ora sconosciuta o letta solo nelle riviste. Grazie con tutto il cuore!

Sulla strada per Rimini non ho nulla in particolare da segnalare. Una statale abbastanza buona e panoramica che passa a lato di Urbino, potrei andarci, il tempo ci sarebbe, ma sinceramente non ho tanta voglia di visitare paesi, pur belli…ma quando si hanno negli occhi già tante immagini stupende, anche luoghi come Urbino possono “passare in cavalleria”.

Ho voglia di arrivare…anche se l’approdo si chiama Rimini, che non mi ha mai entusiasmato, ma li ad attendermi c’è il papà che ha voglia di vedermi e che ho voglia di vedere. Quindi autostrada tra Fano e Rimini sud ed ecco la famiglia Drappella riunita. Abbraccio, un pò di commozione, sistemazione dell’auto, doccia, cena con tanti pensionati (76) del Centro Anziani di S.Maria – Collegno. Strette di mano, in fondo sono pur sempre il marito del sindaco, e passeggiata col papà Vittorino.

Adesso sono in camera con lui, che sta guardando come funziona questo aggeggio (il computer), fa caldo, forse domani piove, speriamo di no.

Sono ancora un po’ frastornato dai luoghi che ho lasciato…A domani.

“Invito i miei lettori alla 3^ edizione di Cortomatto, Domenica 29 maggio alla Lavanderia a Vapore”….mi raccomando. www.primissimopiano.it……Maurizio

 

non centra nulla con il viaggio, però è carina....

Grazie ragazzi!!

Ciao papà!

27^ giornata. Un lembo di terra umbra che è un “mondo”

Credo non riuscirò a spiegare in poche righe il “mondo” che sto conoscendo in questo lembo di terra umbra. E’ un compito arduo ma ci proverò.

Gianni e Valentina hanno scelto di vivere un po’ diversamente da noi. Hanno preso armi e bagagli e le situazioni che hanno trovato sulla loro strada li hanno portati qui, nelle colline vicino ad Assisi (tra l’altro non lontano da Valfabbrica  dove è stato visto per l’ultima volta Fabrizio) dove vivono – con i loro due figli – in una casa prestata dai padroni di casa: sotto lo stesso tetto ma in abitazioni separate. I proprietari sono Lino, ex professore di filosofia che attualmente si occupa di “Comunicazione Non Violenta”, ed Esperanza, agronoma e catalana di Minorca, appassionata di ortocultura.

Attualmente Gianni collabora nella comunità di Ananda Yoga che dista di qui 3 chilometri. Valentina, ex educatrice insegna a Nicolò 8 anni e Martino 10, che poi a fine anno daranno l’esame regolare nel competente distretto scolastico (*).

E’ una scelta, la loro, dettata dal desiderio di vivere coi propri tempi e con le loro esigenze, il percorso della vita. Sono vegetariani (i  ragazzi no) e hanno la massima attenzione ai consumi, nel più grande rispetto dell’ambiente. Non hanno la televisione e non si annoiano! I figli conoscono – a differenza di chi scrive – tutte le piante e le semine, hanno una grande autonomia, non sono capricciosi, sono curiosi e simpatici, come del resto i genitori, molto disponibili nei confronti del sottoscritto.

Oggi Valentina mi accompagna da due amici israeliani che abitano a qualche chilometro di distanza, ma che per percorrere impieghiamo una buona mezzora. Se la scelta dei miei ospitanti può apparire radicale, quella di Shimon e Noah è estrema. Con i loro due figli abitano in un’unica stanza dove c’è tutto, nel senso che ci sono i letti, la cucina, la dispensa, il laboratorio attrezzi, il salotto, la libreria e qualcosa d’altro. Con loro vive Lorenzo, l’asinello, e due cani. Il contorno è costituito da 30 ettari di terreno dove ci stanno gli ulivi, le api per il miele, l’orto, lo spazio per il rimboschimento ed altro ancora. Il tutto acquistato da Shimon dopo anni di lavoro in Africa, tra la Nigeria, il Kenia e il Sudan come direttore tecnico di un’azienda. Per diventare poveri bisogna esser stati ricchi, mi ha detto Shimon, che vende e scambia i suoi prodotti nei mercatini.

E c’è un loro amico che ha fatto una scelta ancora più estrema (che in confronto la vita di Valentina e Gianni è da villaggio 5 stelle super, che ti fa pensare che c’è sempre qualcuno più estremo di qualcun altro….Troisi diceva che c’è sempre qualcuno più meridionale di qualcun altro): insieme alla sua compagna, dopo anni di lavoro nell’informatica, vive in un rudere senza luce nè acqua, nemmeno l’auto e ovviamente il telefono.

Di storie così da queste parti c’è ne sono tante, perché c’è tanta gente che rifiuta il modello di vita che quasi tutti noi facciamo. Poi c’è la meditazione, c’è Ananda, ma c’è soprattutto il bisogno di respingere una vita già segnata, che altri decidono per te. In loro vedo molta serenità, soprattutto nei miei nuovi amici. Anche la consapevolezza di non vivere sotto una sfera di cristallo, ma di sapere che devono fare i conti con la realtà quotidiana, che però hanno deciso di affrontare – semplicemente – in un altro modo.

Questa notte dormirò alla grande. In tenda sto sempre da Dio! Questa mattina, quando l’ho aperta, mi son trovato di fronte uno scenario incantevole, con il monte Subasio (1300 metri) a far da vedetta alle vallate tutt’intorno. Tra l’altro Subasio è anche il nome di una radio che va per la maggiore nel centro Italia e che mi son sempre ritrovato sintonizzata alla “mia” autoradio, quasi come Radio Maria!

Appproposito, la R4 l’ho lasciata da un loro amico meccanico per una messa a punto che mi ripari “il surriscaldamento”dai rischi dell’insidiosaa pianura padana!. Me la ridarà domani intorno alle 15, quando partirò alla volta di Rimini. Che salto tra questo mondo e quello della regina dell’Adriatico. Nel frattempo una gitarella con Valentina – sempre molto disponibile – a Gualdo Tadino dove mi sono “abbeverato” ad una fonte dell’acqua Rocchetta,  si, proprio quella di Del Piero e dell’uccellino. Grazie alla mia amica faccio il pieno in un distributore “indipendente” che la Super SP la vende a meno di 1 euro e 50.

Lascio a Valentina e a Gianni un po’ di locandine di Fabrizio da distribuire “dove sanno loro” … ieri sera prima di entrare in tenda guardavo il cielo stellato sperando che il medesimo cielo – in quello stesso momento – lo stesse vedendo anche Fabrizio.

“Invito i miei lettori alla 3^ edizione di Cortomatto, Domenica 29 maggio alla Lavanderia a Vapore”….mi raccomando. www.primissimopiano.it……Maurizio

 (*)

Ho rincontrato qua a Collegno Valentina e sua sorella Maria proprio in occasione degli esami che i suo figli hanno sostenuto a Villar Perosa. Abbiamo pranzato a casa mia, sono stato contentissimo di rivederla (anche Maria).

 

Bevi Rocchetta!

Ingresso Comunità Ananda Assisi

Arrivano le fragole con Valentina e Noah

La tenda

Nicolò e Martino davanti alla casa

Gianni al muretto

Valentina benzinaia, record Gualdo Tadino 1497 euro al litro

26^ giornata. Camerino, Foligno e la sua Quintana…poi in tenda.

Bruna, la mamma di Rossano, mi ha preparato il cestino viaggio: un panino col prosciutto crudo, uno con l’arrosto e gli spinaci, una confezione di cantuccini  marca “Tozzetti Don Bosco”, una bottiglia di vino, bicchieri di plastica e tovagliolini…che non si sa mai, poi ti sporchi. Che dire? Un ringraziamento e anche di più a questa simpatica donna, e arrivederci a Collegno, perché il  cuore dei nostri due amici è diviso tra Tolentino e la mia amata città.

Superstrada direzione Foligno. Uscita a Camerino  www.comune.camerino.mc.it, cittadina universitaria per eccellenza. Potresti anche non saperlo che qui c’è l’Università, ma lo sospetteresti dopo aver visto uno, due, tre, quattro…locali dove si fanno le fotocopie, il luogo più frequentato e necessario per gli studenti.

In giro sento un misto di lingue straniere, inglese, tedesco, spagnolo. Ma è il greco la lingua che viene maggiormente parlata…credo siano numerosi gli studenti ellenici.

All’Ufficio turistico consegno la locandina di Fabrizio che viene immediatamente appesa in vetrina. Per sorseggiarmi un caffè mi accomodo nel dehor  di un bar nella piazzetta principale: costo euro 80 cent! non c’è differenza nella consumazione al banco o al tavolino. Debbo dire che è così quasi dappertutto, l’ultima volta ieri a Macerata,

Camerino, così come ogni cittadina marchigiana, è anch’essa situata sulla cima di una collina.  Cittadina vivace, piacevole e anche da qua si gode un bel panorama che però non renderà nelle tante foto scattate, troppa luce, nulla di nitido.

Ormai è l’una, anche per il mio stomaco. Per fortuna ho i panini di Bruna ma mi limito ad uno, quello con l’arrosto. Un buon bicchiere di vino e poi a fare “l’ambasciatore” della Turin Marathon in un negozio centrale di abbigliamento sportivo. La proprietaria Paola è interessata perché, insieme a suo marito conosce diversi podisti della zona, mi chiede quindi più depliant che mi costringono a rifare tutto il tragitto del paese, dal centro al parcheggio e viceversa.

Del tragitto che mi porterà alla prossima meta (nel mirino ora c’è Foligno) segnalo Colfiorito, con il suo valico e le sue paludi, di fatto un minialtipiano a circa 800 metri, almeno credo.

Foligno (*) è nota a tutti, attualmente assomiglia ad un “cantiere in corso”,  nel senso che vi sono diversi lavori nella pavimentazione delle strade, monumenti in via di ristrutturazione, insomma lavori da fare che però non intaccano la “beltà” di Foligno.  Anche qui mi do da fare per la Turin Marathon grazie ad un aggancio con l’Assessore allo Sport del Comune. Mi soffermo tre orette, passeggiando per i vicoli che si aprono in belle piazze con le loro belle chiese. Stasera inizia la VII edizione del Young Jazz Festival che si protrarrà fino al 29 maggio e poi fervono i preparativi per la Giostra della Quintana di giugno. Per info: www.comune.foligno.pg.it/

A questo punto non mi rimane che partire per Assisi, o meglio nei dintorni di Assisi. Mi stanno aspettando Gianni, Valentina e i loro due figli, Martino e Nicolò (o Niccolò).  Dopo aver tribolato nell’arrivare all’appuntamento Gianni mi accompagna nel luogo dove abita con la famiglia. Valentina è la sorella di Maria, una mia amica, ex collega che lavora all’Ufficio Relazioni con il Pubblico dell’AslTo3 sede di Pinerolo (www.aslto3.piemonte.it).

Domani vi parlerò della loro realtà, non “comune”! Per iniziare a conoscerli digitate: www.inviaggiotralecomunita.blogspot.com . Intanto debbo dire che vivono in luogo splendido, che non hanno la tv, che l’insegnante dei figli è la stessa Valentina, che Martino e Nicolò (o Niccolò) questa sera sono andati insieme al papà a cantare nei boschi….ed io questa notte dormirò in tenda!!!!!!!!!!

Notte.

 (*)

A Foligno ci sono tornato a mercoledì 15 e giovedì 16 giugno per accompagnare Silvana ad un incontro di città italiane impegnate in progetti di aiuto a quelle africane, asiatiche e sudamericane. Accompagnati da un amico di gioventù abbiamo potuto conoscere ancora meglio questa splendida città. In particolare la sera siamo andati nelle “locande aperte”, sedi delle contrade della Quintana, frequentatissime e dove è possibile mangiare e bere a prezzi modicissimi. La Quintana è vissuta intensamente dai contradaioli, così come i loro colleghi senesi, solo che qui il clima è molto più rilassato e il tutto è limitato agli sfottò. Meraviglioso è il Palazzo Trinci, un edificio rinascimentale arricchito da affreschi staccati da chiese sconsacrate. Stupendo, per conto mio, il cortile dove in estate si svolgono concerti, in particolare di musica classica. Abbiamo soggiornato all’Hotel Italia, in pieno centro storico, bello, comodo e a prezzi contenuti (www.hotelitaliafoligno.com/hifo/ita)

Camerino fotocopie

Colfiorito

.....se magna!!

Foligno, restauratrice

Foligno, urp globale

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