Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

Archivi per il mese di “febbraio, 2016”

Torino 2006, le nostre Olimpiadi

Ehhh, le Olimpiadi! Non aggiungo altro all’articolo di Massimo Gramellini apparso su “La Stampa” di alcuni giorni fa in cui si sottolineava cosa significò quell’evento per  Torino e i torinesi .

Io sono uno delle migliaia di volontari che sabato 27 febbraio sfilerà per le vie della capitale subalpina per ricordare quelle meravigliose giornate. Il mio impegno era quello di autista. Presi 10 giorni di ferie e il mio incarico era quello di prelevare (insieme ad altri volontari) dai campi di gara i vincitori delle medaglie e portarli in Piazza Castello per le premiazioni. Tanti episodi, diversi campioni, anche atleti delusi per un bronzo al posto dell’oro.

Qualcuno accompagnato dai genitori, come il gentilissimo Ted Ligety, statunitense del Colorado che iniziò la sua carriera proprio a Torino dove vinse la sua prima grande gara, il giusto viatico per una carriera che in questi ultimi anni lo ha visto vincere gare e Coppe del Mondo. Sua mamma, che prese posto nel sedile anteriore e che per tutto il percorso che ci portava ai “media” per la conferenza stampa, ripeteva meravigliata ”All very fantastic. Y love Torino”. Oppure la svedese Anja Parson, medaglia d’oro nello slalom speciale, timorosa delle strade innevate, che mi pregava di ridurre la velocità mentre le mostravo il tachimetro che segnava i 30 km orari! O le simpaticissime italiane Gerda Weisensteiner e Jennifer Isacco, medaglie di bronzo del bob a due. Durante il percorso mentre Gerda, l’altoatesina, rispondeva in tedesco ad una intervista telefonica io la canzonavo facendo la parodia del traduttore con tanto di dito indice premuto all’orecchio…dovette interrompere la telefonata per le risate. Al loro scetticismo di dover scendere a Torino per la premiazione rispondevo “vedrete, rimarrete entusiaste”. Una volta premiate di fronte a 6-7 mila persone e mentre scendevano la passerella mi cercarono e mi dissero commosse “avevi ragione, non ci è mai capitato e mai più ci capiterà una premiazione davanti ad un pubblico così”. E come dimenticare Nina Li, una carinissima cinese, argento nei salti free style, i cui accompagnatori, anzi uno dei due piazzatosi nel sedile anteriore di fianco a me, puzzava di aglio e cipolla e, cosa peggiore, era affetto da “flatulenza”. E poi gli incontri con la bella Mancuso, il nostro grande Zoeggler, il grandissimo Di Centa ultima medaglia dei Giochi, la 50 km. di fondo.

Ebbi un ulteriore ruolo datomi dal mio impiego nel settore comunicazione dell’Azienda Sanitaria competente per le Valli Susa e Sangone. Fui inviato nei licei e nelle scuole superiori di queste valli per reclutare studenti che avessero voglia di impegnarsi (soprattutto come interpreti) per l’accoglienza dei turisti stranieri nei servizi di primo soccorso. Insieme ad una collega della Provincia facemmo assemblee in tanti istituti e diversi ragazzi aderirono e diedero il loro contributo.

E che dire dell’entusiasmo che imperversava in tutta la città, roba che a ricordarlo mi vengono ancora i brividi. Le notti bianche…che per percorrere Via Garibaldi o Via Po dovevi chiedere mille volte “permesso”!

Una sorpresa per il 99% dei torinesi. Io ci ho creduto sin dall’inizio. Certo, o meglio fiducioso del lavoro che un gruppetto molto ristretto di persone aveva iniziato nel 1997, al termine dei mondiali di sci disputatisi sul colle del Sestriere. Tra questi 5-6 sognatori c’era infatti anche mia moglie, allora Assessore allo Sport e al Turismo della Provincia di Torino. Pochi anni fa, in uno degli anniversari delle Olimpiadi di Torino, “La Stampa” ricordò la prima riunione in cui 4 rappresentanti delle istituzioni (tra cui appunto Silvana) iniziarono a pianificare il percorso per l’assegnazione dei Giochi del 2006.

Quanto poco entusiasmo nelle decine e decine di iniziative che da quel momento furono sviluppate a Torino e nelle future e ancora inconsapevoli “valli olimpiche”.

Silvana non c’era a Seul. Irene aveva appena 6 mesi e Silvana la stava ancora allattando, non poteva quindi andare così lontano . Il giorno in cui i signori del Cio decisero che si, la sede delle Olimpiadi invernali del 2006 sarebbe stata la capitale piemontese, Silvana, Irene  ed io eravamo a respirare un po’ d’aria buona a Diano Marina. Tra gli sguardi straniti di qualche turista brindammo a quella vittoria che mia moglie sentiva anche un pochino sua.

Nel 2004 Silvana fu eletta Sindaco nella nostra Collegno e lasciò l’avventura olimpica.

A poche settimane dalla giornata inaugurale i torinesi ci credevano ancora poco.

La spettacolare serata inaugurale allo stadio comunale svegliò i torinesi. Il giorno dopo la loro città era sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo, quel pezzo di mondo benestante che muove, nel bene e nel male, i destini sportivi e soprattutto turistici di milioni di persone. E di Torino ne parlavano bene: per tutti i media Torino offrì un grande spettacolo! E ancora: Una città che non t’aspetti! Ospitale! Da vedere!
Questi in sostanza i titoli a nove colonne.

E poi, come un cronometro svizzero…la neve! E tanta. I successi azzurri. Le notti bianche con centinaia di migliaia di persone ad invadere festosamente le vie cittadine.

Forse i giorni più felici che Torino abbia vissuto, dopo quelli della Liberazione…ma quello è un altro discorso.

E noi possiamo dire che c’eravamo ed eravamo protagonisti.

 

FOTO

Navigazione articolo

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: