Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

KRYSTYNA

Oggi 18 maggio 2020, Krystyna Trzesniewska, compirebbe 91 anni se non fosse morta 77 anni fa nell’inferno di Auschwitz dov’era stata internata proprio il giorno in cui fu scattata questa foto. Che a mia volta ho fotografato nel febbraio 2013, durante una visita al caKrystyna Trzesniewska 13 anni, Auschwitz 13.12.42 - 18.5.43mpo di sterminio insieme ai ragazzi del “treno della memoria”.

Queste che pubblico sono solo due delle tante foto che scattò Wilhelm Brasse, un prigioniero politico polacco ricordato come il “fotografo di Auschwitz” scomparso nel 2012. Al fine di renderne più facili le identificazioni, ebbe il compito di fotografare i prigionieri al loro arrivo al “campo”. Si calcolano in 200.000 le foto scattate di cui circa 40.000 furono quelle “salvate” da Brasse nonostante l’ordine degli aguzzini di distruggerle. Riuscì a tenerle nascoste. I sovietici ne entrarono in possesso e successivamente una parte di esse trovarono la definitiva sistemazione, ad imperitura memoria, in un settore del campo di sterminio.

Quegli occhi gonfi di lacrime, quel volto che esprimeva tutto il dramma, la paura e lo stupore di una ragazzina, mi hanno

bambini.JPGcolpito profondamente ed è il ricordo che porterò per sempre dentro di me di quell’orribile luogo. Ho voluto condividere in qualche modo questo mio stato d’animo affinché non ci scordassimo di Krystyna e di tutte le altre bambine e bambini eliminati nelle camere a gas o morti di stenti e malattie, colpevoli di essere ebrei, zingari, handicappati, oppositori politici…

Tutto ciò è mostruoso, come lo sono le belve che hanno commesso queste atrocità, individui della nostra stessa specie. 

Persone che solo qualche anno prima erano tranquilli impiegati, bravi medici, operai, commercianti, magari ottimi studenti, insomma gente normale che conduceva una vita normale e che si è trasformata in breve tempo in una terribile accozzaglia di assassini al servizio della follia nazista.

Domandiamoci come sia potuta accadere una simile metamorfosi.
E penso alle pillole di odio che ogni giorno vengono espresse in tante pieghe della nostra società, nei confronti dei “diversi”, delle minoranze di ogni genere e colore, dei più deboli. E queste “pillole” stanno purtroppo dando i loro frutti: gli episodi di razzismo si stanno moltiplicando e i movimenti che si rifanno all’odio razziale crescono in gran parte dell’Europa e hanno le loro rappresentanze nei vari Parlamenti. Anche in quello italiano.

Certo, la crisi economica e di conseguenza quella sociale stanno distruggendo la nostra società, soprattutto nelle menti, e purtroppo manca in tanti – troppi – la razionalità di comprendere che la xenofobia, l’odio verso chi scappa dai luoghi di guerra e dalla miseria non porta a nulla se non all’imbarbarimento della società.

Ecco, vi ho proposto queste riflessioni e queste drammatiche immagini (scattate con un certo senso di colpa) affinché si possa riflettere sul quel passato, ma anche sul presente, accompagnati anche da queste righe di Se questo è un uomo  di Primo Levi: “Noi che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, che troviamo tornando a sera il cibo caldo e visi amici: consideriamo se questo è un uomo che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pane, che muore per un si o per un no. Consideriamo se questa è una donna, senza capelli e senza nome…

Purtroppo le guerre più recenti, anche quelle a noi più vicine e, lo ripeto ancora, la galoppante xenofobia e intolleranza verso chi “non è come noi”, sono a testimoniare che “l’uomo” non ha purtroppo fatto tesoro di ciò che ci ha insegnato la storia.

Quel giorno ad Auschwitz mi sono preso un impegno: Krystyna la ricorderò ogni anno a primavera, proprio la stagione che la vide morire assassinata. L’ho intimamente eletta a simbolo di tutto ciò che può essere definito memoria, monito, orrore, solidarietà, libertà, pace. Krystyna la porterò per sempre nel mio cuore e spero che quella foto, più che le mie parole, servano a tutti noi.

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2 pensieri su “KRYSTYNA

  1. Elisella in ha detto:

    Grazie, dal profondo del cuore.

  2. Ameria e Yves in ha detto:

    Grazie Maurizio.

    Tutti noi quando abbiamo visitato quei luoghi, ci siamo detti “Mai più”. Ho molta paura in questi nostri giorni confusi, tristi e privi di ideali, che invece quegli orrori potrebbero ritornare, anzi in molte parti del mondo sono già ritornati o non sono mai scomparsi del tutto. E da noi vedo semi, sparsi con malafede o superficialità o ignoranza, che promettono frutti velenosi e malvagi.

    Ciao

    A.

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