Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

16. Anagni e Alatri

A dispetto delle orrende previsione del tempo, oggi c’è il sole. Con qualche nube, ma è una buona giornata. Tempo di fiera ad Anagni, in onore ad uno dei vari San Vincenzo. Le fiere sono uguali dappertutto, in pratica dei mercati con l’aggiunta di qualche banco che propone prelibatezze locali e qualche venditore di pupazzi gonfiabili (il pesce Nemo si vende sempre tanto).

E’ giorno di elezioni, anche se qui ad Anagni non si vota. Però ci sono i banchetti militanti di Sel, Rifondazione, e altri che spingono – giustamente – il referendum sull’acqua pubblica e quello del PD che denuncia l’immobilismo dell’attuale giunta di destra che, nelle ultime elezioni comunali, si riconfermò battendo il centrosinistra per soli 150 voti.

Ovviamente mi fermo e parlo sia con gli uni che con gli altri e, una volta saputo da dove arrivo, la loro domanda è d’obbligo “maccome sei dettorino e nunsei annato a votà!?”. Li tranquillizzo sul mio senso civil-politico: si, sono di Torino, ma non proprio di Torino, abito a Collegno. E allora sotto con la seconda domanda “attorino iafamo dessicuro, o no?”. La mia risposta invita alla discussione “Dovremmo farcela al primo turno, ma non è detto; non sempre viene premiato il buongoverno…e viceversa”. Dibattito, poi gli auguri, le foto e i saluti.

Dialogare con chi parla un dialetto mi ha sempre messo un pò a disagio, nel senso che anch’io vorrei poter parlare il mio. Soprattutto quando da piccolo trascorrevo le vacanze estive al mio paese, in Polesine. Tutti, tranne il sottoscritto, parlavano il dialetto facendomi sentire un tagliato fuori. Anche ora nel cuore della Ciociaria,  il cui dialetto ha assunto – grazie alla cinematografia – una dimensione nazionale. Come non ricordare l’episodio del film di Dino Risi “Il sorpasso”, in cui Gasmann e Trintignant danno un passaggio sulla loro Giulietta ad un vecchio con l’accento “burino”. Ora, sapendo che da queste parti il termine burino suona come un’offesa, chiedo subito scusa a quegli amici ciociari che leggeranno questo racconto…sono certo che non me ne vorranno.

Con sorpresa leggo su un volantino di Sel che Loredana Ludovisi (mia amica su FB, grazie all’intercezione di Ivana che abita a Savonera) è la coordinatrice dei Circoli di una zona della Ciociaria http://www.ciociariaturismo.it. Leggendomi lo stupore stampato sul volto un “sellino” mi chiede se la conosco e quindi mi mette in contatto…che infatti avverrà. Con Loredana ci incontriamo di fronte al bellissimo Duomo di Anagni. Arriva insieme alla figlia e tra noi si instaura immediatamente – almeno questa è la mia sensazione – un clima di reciproca simpatia. Un incontro in cui parliamo di quasi tutto, in fretta, ma quanto basta per conoscerci un pò di più. E’ stata una simpatica parentesi, e ci siamo quindi ripromessi di vederci quando lei verrà a Collegno, per trovare Ivana.

Faccio solo qualche passo e mi sento chiamare per nome! E’ Antonino, il titolare del Ristorante di ieri sera, a passeggio con la moglie e l’erede. Parliamo cinque minuti, ci scambiamo i riferimenti internet e ci salutiamo: rifletto che l’avermi chiamato non era così scontato. Evidentemente ieri sera lo ha colpito la mia cena solitaria. Penso sia uno di quei ristoratori che sanno fare il loro mestiere, coccolandosi i clienti…anzi, facendoli sentire meno clienti. Sembra facile, ma non lo è, bisogna esserci portati ed essere disponibili alle relazioni umane, a prescindere dal lavoro che fai.

E’ una bella giornata e anche l’albergo dove ho pernottato ne trae beneficio. Non è poi così male, anche se si, trascurato lo è davvero…per cui evito di citarne il nome, non vorrei incidere negativamente sulla sua attività ricettiva.

Una pizza al taglio e una coca, e poi via a godermi altri pezzi di Ciociaria. Invece no! Il bel tempo è terminato, incomincia a gocciolare. Comunque parto, obietti vo Alatri http://www.comune.alatri.fr.it – 20 o 30 km. da Anagni – dove decido di pernottare in quanto girovagare accompagnato dalla pioggia non è la cosa migliore al mondo…anche se non la peggiore.

Mi fumo una sigaretta davanti al Municipio, rientro nell’auto parcheggiata proprio davanti a me, apro internet e trovo subito posto al B&B “Il Maltese” http://www.maltesebed.com, segnatevi questo nome; veramente molto grazioso, così come è gentile la proprietaria, mamma di una splendida bimba. E’ a due passi dal centro di questa cittadina di poco più di 20 mila anime e dove mi colpisce subito la grande quantità di striscioni, manifesti e santini elettorali affissi e sparsi dappertutto. Senza contare le sedi dei vari comitati elettorali, uno attaccato all’altro, e capannelli di candidati che sparano le loro ultime cartucce. Anche ad Alatri governa la destra e ho la sensazione che continuerà anche da dopodomani.

Nel frattempo accade qualcosa di straordinario: il Bologna è matematicamente salvo con una giornata di anticipo, grazie alla vittoria del Palermo a Marassi contro la Sampdoria che così retrocede in B. L’ho appreso nella sede della Pro Loco ma, permettetemi questo breve commento, non è stato dignitoso salvarci così, solo grazie alle sconfitte delle altre. O si cambia o il prossimo anno sarà molto peggio PUNTO

Nel frattempo ha smesso di piovere e domani le condizioni del tempo dovrebbero migliorare. Questa sera solita cenetta in una normalissima pizzeria che intorno alle otto accoglie gruppi familiari e reduci dalla gita fuori porta. Prima di cena ero andato sull’Acropoli di Alatri che sorge appunto sulla parte alta del paese con maestose e ben conservate mura. Da lì si gode un’ampia veduta di questo angolo delizioso dell’Italia, il tutto impreziosito dalla luce post-temporale: colori caldi, arcobaleno, nubi bianchissime miste agli azzurri squarci del cielo “ciociaro”.

Dopo cena mi inoltro deserti vicoli di questa graziosa cittadina che, leggo da un depliant trovato oggi in un bar della splendida piazzetta centrale, è stata fondata intorno al VI sec. a.c. e che per questo è piena di storia, di guerre contro uno e l’altro, romani e normanni tra questi. Salgo quindi in camera per riempire queste pagine quotidiane e per dialogare via internet con gli amici.

Questa mattina mi hanno telefonato da Genova Caterina ed Ezio Catalano (EZIO e non Enzo, come avevo maldestramente scritto qualche giorno fa) dove sono stati invitati per partecipare alla 15^ edizione della “Festa della speranza” organizzata dal Gruppo di Lavoro e da Terre des Hommes http://www.terredeshommes.it con la collaborazione del Comune di Genova. E’ stata sicuramente una ulteriore occasione per far conoscere la storia di Fabrizio e quella dell’Associazione Penelope http://www.penelopeitalia.org (di cui mi pare che Caterina sia la referente per il Piemonte), formata dai familiari e dagli amici delle persone scomparse. L’invito è arrivato – sentite qua e rendetevi conto dell’utilità di tifare per una squadra di calcio – da Rosa, una tifosa del Bologna che ho conosciuto un mese e mezzo fa circa, in occasione della fondazione del Bologna Club Torino http://www.torinorossoblu.it, avvenuto presso la Birreria del Borgo in Via Dante Di Nanni. In quell’occasione ci scambiammo i nostri riferimenti internet e successivamente venne a sapere del mio viaggio e di conseguenza di Fabrizio. Rosa è quindi entrata in contatto con la storia della famiglia Catalano e di li è nato il resto.

Approfitto quindi di questa occasione per chiedere a CARLOG se può per favore inserirmi tra i link amici anche quelli di Terre des Hommes e di Torinorossoblù (lo so che per te juventino sarà faticoso, ma sono certo che gliela farai).

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