Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

19. Sperlonga

Sperlonga (www.comune.sperlonga.lt.it) è veramente bella. Lo sarebbe di più se insieme a me ci fossero Silvana e Irene.

Ho trascorso l’intera giornata in spiaggia e poi, nel tardo pomeriggio, a passeggiare nel labirinto di viuzze del borgo di origine medievale. Scale ripide, archi, portoni marmorei e terrazze che si affacciano (non consigliate a chi soffre di vertigini) sul promontorio del Circeo.

Il paese è molto curato, i ritmi sono tranquilli, i negozianti del centro sono in strada a parlare tra loro e con qualche passante, la vigilessa non ha difficoltà a intrattenersi amabilmente con chi chiede informazioni, insomma è la pausa prima de……..la carica dei villeggianti che certamente invaderà questo piccolo paradiso ai confini tra il Lazio e la Campania e dove il dialetto inizia a mischiarsi con quello napoletano.

Del resto i confini sono tutti così: a Novara l’accento è più lombardo che piemontese, chi vive nel mantovano ha più similitudini con i modenesi che con i corregionali di Bergamo, a sentir parlare Valentino Rossi da Pesaro ti sembra di ascoltare un romagnolo. Che poi, se vogliamo aprire un dibattito (che non apriamo, per carità) sulle identità e sui dialetti regionali c’è ne sarebbe da dire: come quei leghisti che vorrebbero far insegnare il veneto nelle scuole della loro regione…ma di quale veneto parlano? Ma cosa vuol dire “il veneto”? Il bellunese è forse simile al veneziano? il dialetto dei magnagati è forse simile a quello che parlano al mio paese che, essendo a pochi km. da Ferrara, è quasi emiliano, e che è totalmente diverso da quello del capoluogo di provincia, Rovigo? E potrei continuare all’infinito.

Certe “uscite” gettate in pasto alla gente perché non si ha altro da dire, mi fanno incazzare, soprattutto perché c’è tanta gente che ci crede, o che forse ci “vuole” credere. Vabbè, andiamo avanti. Dicevamo di Sperlonga e della mia giornata trascorsa al sole, in questo tratto della cosiddetta Riviera di Ulisse (non dimentichiamoci che a pochi km. c’è San Felice Circeo…ricordate la Maga Circe?) http://www.parcorivieradiulisse.it. Sulla spiaggia privata dell’Hotel siamo in sette, me compreso, gli altri sei sono stranieri, francesi e inglesi che non senti neanche bisbigliare. Ecco, adesso si che mi piacerebbe sentire qualche mamma italiana chiamare ripetutamente e ad alta voce PAOLOOO, PAOLOOO non bagnarti!!!! FEDERICAAAA FEDERICAAAA non riempirti di sabbiaaaa! Invece niente, solo un cenno di saluto quando inavvertitamente il mio sguardo si incrocia con quello di un inglese. Meno male che arriva qualche telefonata, nell’ordine Elvio, Carlo e mia moglie che si trova a pochi chilometri da me, a Roma ad una riunione dell’Associazione dei Comuni.

Averci pensato prima avremmo potuto combinare, in quanto domani (oggi per chi legge) è il nostro 21° anniversario di matrimonio e a mezzanotte in punto me lo ha ancora ricordato con un bel messaggio. Nel tardo pomeriggio tornerà a Torino in quanto stasera (ieri per chi legge) l’aspetta il concerto di Jovanotti….che si godrà in compagnia di Irene. Si divertiranno sicuramente. Mi mancano.

Stasera chiudo qui, a domani.

FOTO

2 pensieri su “19. Sperlonga

  1. Roberta in ha detto:

    Se il tuo paese è a pochi km da Ferrara, forse fa parte della Transpadana ferrarese che fino al 1815 faceva parte di Ferrara, perciò la gente ha sempre parlato una diversa versione del dialetto ferrarese.
    Premetto che non sono leghista, sono solo una persona che tiene molto alla propria cultura, i dialetti della lingua veneta si somigliano tantissimo, se venissero studiati a scuola basterebbe studiare il dialetto del proprio paese, o comune…sai che difficoltà ha un veneto che dice ”gato magnà” a capire un altro veneto che dice ”gheto magnà”?
    Quante indignazioni, per una cosa tanto semplice come l’amore per la propria cultura.
    PS: mia madre non mi ha mai richiamata urlando, in spiaggia. Non sento mai nessuna madre veneta o emiliana urlare nelle spiagge venete ed emiliane.

  2. Ho letto solo oggi il suo commento. Qualche risposta: intanto confermo con la sua ricostruzione “storica”. Per quanto riguarda i dialetti e il loro studio…io non sono contrario alla difesa della propria cultura e le assicuro che vivendo nel torinese dove il dialetto locale si è quasi perso, ritengo che è la consuetudine quotidiana di parlare i dialetti paesani a difendere la cultura locale. Non credo perciò sia necessario inserirla come materia di studio. Per quanto riguarda l’atteggiamento dei genitori italiani in spiaggia le assicuro (almeno per la mia esperienza pluridecennale in giro per il mondo) che, a prescindere dalle varie provenienze regionali, noi italiani siamo propensi (più di altri) a richiamare i nostri pargoletti. Cmq la ringrazio per la sua attenzione ai miei racconti di viaggio…è sempre un piacere.
    Solo una domanda, per pura curiosità, come è arrivata sul mio blog? Ha letto qualcosa d’altro che le è piaciuto (o anche no) di ciò che ogni tanto ho scritto? Se vuole può anche lasciare qualche suo riferimento, posta elettronica, Facebook…La ringrazio ancora.

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