Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

32. Chioggia, Contarina…gli emigranti polesani

In attesa delle nubi di questa sera e della possibile pioggia di domani mi godo un po’ Adria, questa tranquilla cittadina polesana, in bici, in compagnia di Gabri. Teatro, Conservatorio, Pretura, palazzine in perfetto stile veneziano raccontano di antichi fasti che si sarebbero ulteriormente sviluppati se non ci fosse stato il capoluogo rodigino a farle ombra http://www.comune.adria.ro.it …che viene felicemente ricambiata ai cugini rodigini (siamo o non siamo il Paese dei campanili?) con iniziative culturali e turistiche autonome. Risultato finale per le due città? Quasi nullo, nel senso che persegue uno scarso peso geo-politico nello scenario regionale…figurarci in quello nazionale.

Aldilà della bellezza del territorio, ciò che mi fa piacere è trascorrere un po’ di tempo con Gabri. E’ sempre poco lo spazio per stare insieme, comunque ci tornerò con Graziano (vero, Graziano?), l’altro della triade nato proprio ad Adria, ma di fatto “contarinante” (di Contarina) e stabilitosi a Collegno prestissimo con la sua famiglia.

Contarina http://www.comune.portoviro.ro.it, Loreo http://www.comune.loreo.ro.it, Porto Tolle http://www.comune.portotolle.ro.it, Taglio di Po http://www.comune.tagliodipo.ro.it …sono decine migliaia i veneti di questi paesi emigrati a Torino e Milano, e comunque nelle aree industriali che nel dopoguerra e dopo l’alluvione del ’51, offrivano qualche speranza di lavoro e di riscatto a tanti volenterosi poveri contadini polesani. E con un malcelato orgoglio che penso al contributo che questa gente ha dato allo sviluppo del nostro paese, con il loro lavoro, l’impegno civile e politico che è nato e si è poi sviluppato nelle grandi e piccole industrie del triangolo industriale.

Nella cintura ovest di Torino – Collegno, Grugliasco, Rivoli, Alpignano – sono/siamo veramente tanti. In un numero del periodico che ho l’onore e l’onere di dirigere da 15 anni “La Voce della Dora”, avevo pubblicato i risultati di un’indagine sui luoghi d’origine dei residenti collegnesi: la comunità più numerosa risultò proprio quella polesana, se ricordo bene oltre 3.000 unità e a Rivoli sono/siamo ancora più numerosi.

Oggi pomeriggio Gabri e io decidiamo di fare un’escursione in mezzo alla campagna del basso Polesine http://www.provincia.rovigo.it oltre che a Chioggia, a Sottomarina, a Cavarzere (suo luogo di nascita) e, buon ultima, Contarina. Mi ricordo un’estate – forse quella del settanta – quando trascorsi una settimana proprio nel paese che oggi si chiama Porto Viro (per via di una unione con la vicina Donada), ospite di Graziano e dei suoi parenti. C’era anche suo fratello Gianni,  oggi è titolare di una delle più importanti e più antiche vetreria artistiche di Torino…se avete bisogno, lui c’è: è bravissimo eppoi è un mio “sponsor”!

Incredibilmente, nonostante siano passati decenni, ricordo molte cose di quei sette giorni, soprattutto le serate al “Milleluci”, che oggi riconosco – con un pizzico di nostalgia – nonostante riviva sotto “falso nome”.

Quindi rivedo Sottomarina, la mia prima vacanza in assoluto, con mia mamma e altre due sue amiche. Forse si trattava del 1962 perché ricordo il tormentone canoro dell’estate “Sei rimasta sola” di Adriano Cementano. Ho ancora impresso l’odore mescolato della plastica del salvagente con quella del sale marino, il ricordo della sabbia che nonostante il bagno mi portavo sotto le lenzuola, eppoi gli altoparlanti che annunciavano i nomi dei bambini dispersi, il sapore fino allora sconosciuto del mare. Ho ancora la foto, in bianco e nero, con mia mamma che conservo gelosamente in uno dei miei album fotografici.

Chioggia mi colpisce positivamente. Sotto i portici della piccola Venezia imperversano le analisi sul risultato elettorale che ha portato, quasi inaspettatamente, il centro sinistra a riconquistare il comune “ciosoto”. Annoto i bei canali anche se un pò sporchi, i negozi eleganti e no, i vicoli pieni di vita, una troupe televisiva che si gusta il gelato da Grom, i non pochi turisti, i lavori del Mole (che dovrebbero evitare il fenomeno dell’acqua alta), una lapide che ricorda il passaggio da Chioggia dell’eroe dei due mondi da queste parti …ma sto Garibaldi è stato proprio dappertutto!

Tornando attraversiamo la prolifica campagna polesana, tanto granoturco ancora verdissimo, i canali d’irrigazione, il Canal Bianco, il Brenta l’Adige e il Po, i colli Euganei che grazie a questa ennesima e splendida giornata riusciamo a scorgere in lontananza.

Si ritorna ad Adria. Gabri deve andare a comprare il pesce che ci papperemo questa sera, seppie, branzini, orate, accompagnate da un bianco che ho scoperto di avere ancora in macchina: un Est Est Est di Montefiascone, speriamo di fare bella figura!

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