Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

5. Da Greve a Cecina

Nottetempo qualcuno mi ha fregato un pò di benzina dal serbatoio, ma proprio poca, però…! E siamo di nuovo in giro per le strabelle colline del Chianti http://www.chianti.com/it/le-colline–del–chianti.html. Panorami stupendi, viti, ulivi, qua e la fiori che ingentiliscono ancor di più il paesaggio. Vedo in lontananza le torri di San Gimignano (ci sono già stato due volte, la prima durante la Pasqua del 1977 con Gabriele, Sergio ed altri amici, la seconda nell’81 con Silvana e altri in un viaggio da me organizzato con un torpedone da 20 posti, che sulle colline di Asti arrancava ai 30 allora e la portiera stava chiusa grazie a una scopa recuperata in una stazione di servizio, però era costato poco) e poi i casali bellamente ristrutturati, paesi ordinati, cantine che portano nomi gloriosi, grande patrimonio e orgoglio dell’enologia italiana. La sontuosa colazione del B&B di Greve in Chianti mi fa dimenticare che mezzogiorno e passato da un pò, per la verità anche le tredici e le quattordici. Quindi vado avanti con un caffè servitomi da un barista che conferma la simpatica ospitalità toscana. Il caffè è anche caldo…se c’è una cosa che mi fa attapirare è il caffè servito tiepido: ormai lo ridò indietro; caspita, due sorsi un euro e neanche puoi gustartelo!!! A Torino mi era capitato persino da Fiorio.

Arrivo a Volterra http://www.comune.volterra.pi.it, uno spettacolo il Palazzo del Priore che si erge di fronte al Municipio e su una piazza come ve ne sono tante in Toscana. Tante e tutte belle, come quella di Certaldo, di Cortona…

Lascio una locandina di Fabrizio, precisamente all’Ufficio Turistico. Quasi non mi accorgo di arrivare a Cecina (*). Vedo il mare, prendo un pò di sole con l’invidia di qualche amico che mi telefona. Non ripeto, per decenza, le parole rivoltemi, il senso è comunque “che fortuna che sei li, scambierei il mio prezioso lavoro con il sole e il mare che stai rimirando a torso nudo”.

E’ ora di incontrare chi si è offerto di ospitarmi. Intanto i nomi: Sonia, suo figlio Andrea ed Erica (non ho sbagliato, è senza la K) la di lei mamma. Il luogo è San Martino di Riparbella, che dista da Cecina mare circa 10 km. http://www.comune.cecina.li.it. La casa – assolutamente indipendente – è molto bella, immersa negli ulivi che occupano la gran parte del posto. Faccio quasi da “cavia”, nel senso che Erica ha deciso di affittarla ai turisti, proprio come fa da anni con una famiglia tedesca assolutamente innamorata del luogo…e come dargli torto. E’ assolutamente incantevole! Se qualcuno ci farà un pensierino gli darò i riferimenti telefonici.

Ceniamo in compagnia, tutto buono. Dalla pasta con un ragù speciale, al tenerissimo rosbif contornato da piselli saltati con pancetta affumicata e con un preziosissimo aglietto (ma di stagione…questa! sottolinea Erica, poi basta!) che garantisce un gusto speciale. Poi torta fatta in casa (come il pane “sciocco”, cioè non salato) e le fragole. Si è fatto tardi, Andrea domani va a scuola, Sonia anche lei (ma nel ruolo di insegnante). Quindi torno nella “casina” per scrivere questo quinto racconto che, però, vi arriverà un altro giorno in quanto non riesco ad avere il collegamento internet. Mannaggia!

(*) Appena arrivato a Cecina mi reco al Pronto Soccorso in quanto da ieri ho una eccessiva sudorazione, sento un peso alla bocca dello stomaco e la sera in cui ho pernottato a Greve in Chianti il cuore mi batteva con maggiore frequenza e non riuscivo a prendere sonno. Alla periferia di Pistoia ero entrato in una farmacia per farmi misurare la pressione: come al solito 120 e 70. Ma oggi in auto non mi sentivo sicuro, ero preoccupato e quindi ho deciso di “ricoverarmi” senza titubare un attimo. Vengo accolto prontamente, sdraiato sul lettino, misurazione della pressione rivelatasi uguale a ieri, prelievo del sangue, elettrocardiogramma e visita toracica: tutto a posto, la diagnosi del dottore di turno è: stato d’ansia. Sorpreso gli faccio presente che non soffro di ansia, lui mi risponde che l’ansia non bussa alla porta chiedendo permesso. Evidentemente questo intervallo mi ha fatto bene, ho preso coscienza del mio stato d’ansia che, da quel momento, sparisce del tutto!

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