Maurizio e dintorni

appunti di viaggio….ma non solo

8. Bolgheri

Rovistando nell’auto mi accorgo che il contachilometri segnala già 1.000 km! Questa mattina Loris mi propone una visita a Bolgheri http://www.costaetrusca.com/bolgheri.htm, un paesino dove ha vissuto il Carducci. Accetto di buon grado e non me ne pentirò in quanto si tratterà dell’ennesimo tuffo nella rigogliosa e ricca campagna livornese.

Attraversiamo le grandi proprietà dei Conti della Gherardesca, proprietari di casali, ulivi e vigneti. Non so dove e cosa fotografare, nel senso che quando è troppo è troppo. Bolgheri si fa desiderare grazie ad un viale di 5 km. tutto dritto ai cui lati stazionano da sempre i cipressi, quelli famosi del Carducci “I cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar…”.

Per la verità non li conoscevo e mi salvo in angolo (ma molto in angolo) con Loris recitando “I sepolcri” di Foscolo “All’ombra dei cipressi e dentro le urna confortate confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?….”. E’ una delle poche poesie che conosco, in quanto dovetti impararla a memoria per l’esame di terza media. Millenovecentosessantotto: promosso per il rotto della cuffia e, finalmente, stop alla mia carriera scolastica.

Appena varcate le mura di Bolgheri ciò che colpisce Loris è una splendida Guzzi d’epoca, lo porto via a fatica ma poco dopo ne sente il tipico rombo, che segue come un segugio fino a raggiungerla, ferma davanti al garage con il proprietario, che metterà sotto torchio con una serie di domande tecniche. Ne segue un dibattito dove il “guzzista” elenca tutta una serie di dettagli tecnico-storici e della incredibile coincidenza che vuole la targa della moto uguale alla data di nascita di suo padre.

Urge tornare a San Vincenzo, ci sono le linguine con le cozze che Nicasia ci ha cucinato con amore e che si riveleranno – insieme al dentice – un piatto da leccarsi i baffi, e poi c’è l’appuntamento Skype con casa mia. Seduto a tavola, già con la forchetta in mano parlo e vedo con emozione Irene, Silvana e papà Vittorino, visibilmente emozionato e un po’ impacciato con il mezzo.

Tra qualche oretta ripartirò. Il vermentino annebbia un po’ tutto e quindi mi riposo guardando l’amico e vicino di casa, Roberto, lavorare il praticello di Loris e Nicasia; ci fanno compagnia la moglie thailandese – Pum – e il loro figlioletto dal nome irripetibile ma che nella lingua di la vuol dire “vincitore” o giù di li. Viene il momento di congedarmi e devo ammettere che avvolto, come sono stato, da tanta cordialità e attenzione, mi dispiace proprio rimettermi per strada.

Ma a pochi chilometri da li – una trentina – mi sta attendendo Daniele. Un amico il cui destino decise diversi anni fa che la sua vita si sarebbe divisa tra la Cecoslovacchia (diventata poi Repubblica Ceca) e Follonica http://www.comune.follonica.gr.it.

E’ bello rivederlo. Sistemo i bagagli a casa sua e decidiamo che ci meritiamo un aperitivo sul mare. Nel tavolino vicino al nostro notiamo due ragazze in divisa frequentanti il corso ufficiali presso l’Accademia navale di Livorno. Hanno appena 19 anni, una di Roma l’altra di Sorrento. Incalzate dalla nostra curiosità ci parlano della loro vita militare: teribbile! Dormono sempre – anche d’inverno – con le finestre o gli oblò aperti (a volte lo spazzolino da denti è ghiacciato), si svegliano alle 5.30, fanno esercitazioni con i lagunari immergendosi nel fango…e tante altre prove di resistenza che non sto qui a descrivervi. A proposito di resistenza, l’aria e l’umidità aumentano la loro consistenza e quindi decidiamo di levar le tende. Tanti saluti e sinceri auguri a queste due ragazze che, a differenza di tanti loro coetanei, sono certe su quale sarà il loro futuro professionale…beate loro.

Per la cena ci accontentiamo di addentare una piadina al simpatico e consigliabile “Baracchino” di Igor, un semi-rasta che vive sei mesi qua e sei mesi in America Latina. Al passaggio festante e sonoro di auto trasportanti dei tifosi milanisti inebriati dalla conquista dell’ennesimo scudetto, Igor spegne le luci delle sue pagode “sta a vedere che grazie a sto’ scudetto il Berlusca la scampa anche stavolta!”.

Io tocco ferro, Daniele le parti basse del proprio corpo, e ce ne andiamo a dormire.

FOTO

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